La palude sorgiva è un biotopo peculiare dell’area di risorgiva e dell’alto corso del Sile. Si presenta come una depressione intrisa in permanenza da acque di profondità variabile. È tipicamente popolata da ampie distese di elofite, piante che nonostante radichino nel suolo, hanno radici e gemme immerse nell’acqua, i cui margini sono cinti dal canneto e da formazioni di macchia igrofila a salici. Presenta una dotazione floristica di grande interesse naturalistico, con specie relitte o rare; anche la componente faunistica è di indubbio interesse naturalistico.
Vi sono formazioni costituite da varie specie di Carici (Carex spp.) e lembi di Mazzasorda maggiore (Typha latifolia), presente generalmente in entità contenuta.
Chi svolge, però, il ruolo di edificatori dei paesaggi floristici della palude sono le ampie distese di Cannuccia di palude (Phragmites australis) e di Falasco (Cladium mariscus), che forma estesi “marisceti” nell’alto corso; il Marisceto è considerato un ambiente di assoluto pregio a livello continentale, soprattutto per la sua rarità in Europa centro-settentrionale.
Si associano quindi alle elofite citate specie tipiche dei biotopi palustri ad acque basse, quali ancora la Calta palustre (Caltha palustris), il Senecione palustre (Senecio paludosus), ma in particolare il localizzato Trifoglio fibrino (Menyanthes trifoliata), una delle più belle e rare piante che si possano ammirare nelle zone umide di acqua dolce del nostro Paese.
Pianta alta 10-30 centimetri, si sviluppa da un lungo rizoma strisciante nel sottosuolo generalmente inondato, da cui partono lunghi piccioli lisci terminanti con larghe foglie completamente emerse e tripartite come quelle di un grande trifoglio; questa caratteristica giustifica tanto il suo nome comune quanto quello specifico. I fiori, molto belli, sono posti all’apice di un peduncolo e sono riuniti in un grappolo, visibile in maggio-giugno. Ogni fiore è caratterizzato da una corolla di cinque petali bianchi, sfumati di rosa e delicatamente ed elegantemente sfrangiati.
Nell’Italia settentrionale è rara e localizzata nelle torbiere e sui bordi dei laghetti alpini. In pianura è rarissima, addirittura in molti testi è ritenuta estinta in Pianura Padana. Si trova appunto in paludi, acquitrini, stagni, torbiere intrise d’acqua ed è una specie considerata relitto dell’epoca glaciale.
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