Città distanti, ma stessa ricetta. È questa la sintesi di ciò che abbiamo ascoltato negli ultimi giorni, prima in Italia e poi nel Colorado.
A Palazzo Lombardia, Milano, è andato in scena il Forum “Il valore del verde – Etica, salute, economia”, promosso dalla filiera del florovivaismo nazionale. Durante i lavori, ricercatori, docenti e imprenditori hanno condiviso un messaggio: per favorire l’assorbimento degli inquinanti atmosferici, per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, per riqualificare le nostre città e le nostre abitazioni e più in generale per migliorare la qualità della vita di noi tutti abbiamo bisogno di più verde.
A Denver (Colorado), al meeting annuale dell’American Public Health Association, l’ong internazionale The Nature Conservancy ha presentato i risultati di uno studio intitolato “Più alberi per un’aria più sana”, durato 18 mesi e condotto in collaborazione con il C40 Cities Climate Leadership Group coinvolgendo 245 città che contano circa 910 milioni di persone, circa un quarto della popolazione urbana mondiale. I ricercatori hanno preso in esame l’impatto che avrebbe un aumento della copertura arborea su larga scala, misurando il relativo ritorno sugli investimenti (Roi) in termini di riduzione del PM o mitigazione della temperatura fornita agli abitanti per ogni dollaro speso.
Se messe a dimora nei punti giusti, le piante possono filtrare l’aria nociva ed eliminare fino a un quarto dell’inquinamento. Possono inoltre rinfrescare l’aria nelle immediate vicinanze di almeno 2 °C. Un investimento globale annuo di 100 milioni di dollari nella piantumazione di alberi sarebbe in grado di offrire città più fresche a 77 milioni di persone e riduzioni misurabili dell’inquinamento da particolato a 68 milioni di persone.
Si stima che ogni anno nel mondo oltre 3 milioni di persone muoiono a causa degli effetti del particolato, un numero che secondo gli esperti è destinato a raddoppiare nei prossimi decenni se non si prenderanno adeguate misure. Entro il 2050 si calcola che, senza l’adozione di misure adeguate, i morti saranno 6,2 milioni. Le ondate di calore invece sono già responsabili di circa 12.000 decessi ogni anno, anche questo un fattore di rischio in continuo aumento a seguito dei cambiamenti climatici in corso. Secondo le proiezioni l’impatto potrebbe aumentare fino a provocare quasi 250 mila morti ogni anno entro il 2050.
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