Mia nonna preparava questa confettura quando l’uva bianca era ben matura, gialla di sole e dolce.
Noi, i bambini, aspettavamo questo momento magico.
Si, perchè la confettura ha qualcosa di magico in se stessa, si uniscono gli aromi del frutto con la precisione dell’alchimista, conta tanto rispettare le misure e i tempi.
Ma ne vale la pena!
Ecco la ricetta: si pulisce dai semi un chilogrammo d’acini d’uva, non vi spaventate, l’operazione dura poco, si spaccano gli acini e i semi quasi scivolano fuori da soli.
Nel frattempo mettete una pentola con 500 ml d’acqua e 700 grammi di zucchero bianco, aggiungete due cucchiai di succo di limone e portate all’ebollizione.
Aspettate finchè lo sciroppo si addensa e buttate anche gli acini d’uva.
Mescolate piano, aggiungete un altro pò di succo di limone che mantiene la confettura bianca e bella.
Per vedere se la confettura è pronta, basta sgocciolare un pò di sciroppo su un piatto e se la goccia non è liquida, ma rimane composta e non cambia la forma allora è tutto fatto.
I baratoli di vetro, sterilizzati in anticipo, saranno riempieti con la magica confettura, i tappi saranno stretti bene e si raccomanda di capovolgere i baratoli per creare il sottovuoto.
Quando si raffreddano, i baratoli possono essere messi nella dispensa, in attesa dei bambini e non solo.
La confettura può essere utilizzata anche per riempire delle crepes, può essere aggiunta anche sui budini.
O semplicemente, nelle fredde giornate d’inverno, quando hai bisogno di più energia, si può assaggiare un cucchiaino di confettura, buona e allegra.
di Liliana Nechita
foto giallozafferano.it
Fonte: http://italiainsieme.net/confettura-duva-ricetta-della-nonna/

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